Si è svolto a Copenaghen, il 18 e 19 agosto, l’Organic Summit, conferenza internazionale organizzata dalla Danimarca durante la sua Presidenza del Consiglio dell’Ue. All’evento hanno preso parte delegati provenienti da oltre 40 Paesi, che hanno firmato una dichiarazione comune a sostegno del biologico come strumento chiave per la transizione agroalimentare europea.
Il documento sancisce un impegno collettivo verso l’obiettivo fissato da Bruxelles: raggiungere entro il 2030 il 25% di superficie agricola condotta con metodo biologico. Una sfida che, secondo i promotori, potrà contribuire ad aumentare la biodiversità, migliorare la salute dei suoli, garantire acque più pulite, rafforzare il benessere animale e ridurre l’impatto climatico dell’agricoltura.
La dichiarazione firmata a Copenaghen individua tre aree prioritarie:
1) Sviluppo dell’agricoltura biologica: servono politiche che riconoscano il biologico come strumento strategico di sostenibilità, incentivi economici per sostenere la conversione, ricerca e innovazione, consulenze pratiche per gli agricoltori e normative aggiornate.
2) Sviluppo delle imprese bio: attenzione particolare alle PMI, semplificazione delle regole UE, promozione dell’export, valorizzazione dei sottoprodotti in ottica circolare.
3) Sviluppo del mercato: maggiore accessibilità dei prodotti bio nei canali commerciali e nella ristorazione, campagne informative per i consumatori, obiettivi misurabili per il settore pubblico, un’etichetta europea dedicata alla “cucina biologica”, oltre a strumenti per garantire trasparenza e fiducia nelle certificazioni.
Il summit ha evidenziato come la crescita del biologico non possa essere affidata solo agli agricoltori, ma richieda il coinvolgimento di politica, imprese e consumatori.
L’appuntamento di Copenaghen rappresenta dunque un tassello importante nel cammino europeo verso un modello agricolo più sostenibile, in cui il biologico non è soltanto una nicchia di mercato, ma un pilastro della strategia alimentare del futuro.

