Nonostante le incertezze economiche e geopolitiche degli ultimi anni, il biologico continua a dimostrare una notevole capacità di crescita e adattamento. È quanto emerge dal 18° Rapporto Bio Bank, pubblicato di recente sul portale Bio Bank, che offre una fotografia aggiornata del settore attraverso 100 pagine di dati e analisi dedicate a oltre 3.200 attività bio italiane e all’andamento del mercato nazionale e internazionale.
Nel 2024 il mercato biologico mondiale ha raggiunto un valore di circa 145 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. A livello globale si contano quasi 99 milioni di ettari coltivati con metodo biologico e circa 4,8 milioni di produttori distribuiti in oltre 180 Paesi.
Anche l’Italia conferma il proprio dinamismo. Il mercato bio nazionale ha toccato i 10,4 miliardi di euro nel 2024, registrando un incremento del 6%. A trainare la crescita sono soprattutto le vendite nel canale retail, che raggiungono 5,2 miliardi di euro e crescono del 6%, ben al di sopra dell’andamento complessivo del settore alimentare. Positivi anche i dati dell’export, che sfiora i 3,9 miliardi di euro (+7%), mentre i consumi fuori casa salgono a 1,3 miliardi (+5%).
Il rapporto conferma inoltre il ruolo di leadership dell’Italia nel panorama europeo del biologico. Con circa 87 mila produttori agricoli bio e oltre 24 mila aziende di trasformazione, il nostro Paese occupa il primo posto in Europa per numero di operatori. L’Italia guida anche la classifica dell’export biologico e si colloca al terzo posto per superfici coltivate, con 2,5 milioni di ettari. Significativa anche la quota di superficie agricola utilizzata biologica, che raggiunge il 20% del totale nazionale, quasi il doppio della media europea.
Accanto ai risultati positivi, il Rapporto evidenzia alcuni cambiamenti nella struttura del comparto. Le attività bio censite nel 2024 sono circa 3.200, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (-2,8%). Calano negozi specializzati, ristoranti e profumerie bio, mentre resta sostanzialmente stabile l’e-commerce alimentare. Particolarmente rilevante il calo delle aziende di cosmesi e detergenza biologica, penalizzate dall’assenza di una normativa europea specifica, dall’aumento degli oneri burocratici e dalla crescente pressione del greenwashing.
Tra le regioni più dinamiche si confermano Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto per numero assoluto di attività bio, mentre Trentino-Alto Adige, Marche ed Emilia-Romagna spiccano per densità di operatori. Un quadro che conferma come il biologico italiano continui a evolversi, rafforzando il proprio ruolo strategico nelle filiere agroalimentari e nei mercati internazionali.

