Gli agricoltori sono sempre stati nemici della guerra, ma soprattutto sono sempre stati amici della pace. L’agricoltura biologica ancora di più. I veri agricoltori, cioè quelli che conoscono il vero valore della terra, sanno che abbandonare i campi, o anche solo trascurarli, è un lusso che l’umanità non si è mai potuta permettere.
L’azienda agricola, quella biologica in particolare, fonda la sua forza sulla presenza della biodiversità, funzionale e coltivata. Questo comporta la necessità di dedicare un tempo preciso ad ogni coltura e un’attenzione tempestiva ad ogni operazione in un susseguirsi continuo di attività e lavori di accudimento, osservazione e cura che segue il ritmo delle stagioni, in un divenire di atti di amore verso le piante e la terra che li ospita e che non prevede soluzioni di continuità.
Il vero agricoltore, inoltre, conosce bene il valore della terra perché sa che la sua generosità dipende dall’amore con cui viene trattata. Il grande cuore della terra, l’equivalente del nostro microbiota, è il grande laboratorio microbiologico (milioni di microorganismi, di flora e fauna tellurica) che trasforma tutta la sostanza organica che gli capita a tiro in humus da cui le coltivazioni traggono nutrimento.
L’agricoltore sa che la terra va nutrita con apporti continui di sostanza organica, di sovesci e rotazioni che alimentano il suo laboratorio microbiotico. Sa che, nel suo interesse, la terra non va avvelenata con i concimi chimici e i pesticidi. Come può quindi un agricoltore consentire che la Madre Terra che lo nutre di cibo e di speranza possa essere devastata dalle bombe e dalle armi NBC (nucleari, batteriologiche e chimiche), assetata dalla geo-ingegneria bellica, devastata dai disseccanti e dagli incendi e resa inospitale dall’abbandono.
Quale opportunità offre allora la pace? Mille opportunità per i popoli e nessuno svantaggio. Coltivare biologico equivale a costruire la pace, per questo il movimento del biologico italiano ripudia la guerra, in armonia con l’articolo 11 della nostra Costituzione che, contro ogni dubbio, fa assoluto divieto di risolvere con la guerra le possibili controversie internazionali.
“Si svuotino gli arsenali di strumenti di morte e si colmino i granai” di grano biologico per nutrire con il pane la felicità dei popoli.
Italia Bio auspica che l’azione dei governi e lo sforzo degli intellettuali e degli uomini di cultura siano diretti a costruire percorsi e soluzioni di dialogo e distensione tra i popoli che loro malgrado subiscono le conseguenze dei conflitti. I milioni di donne e uomini, di agricoltori biologici e addetti all’agricoltura familiare che quotidianamente nutrono buona parte dell’umanità, lo stanno già facendo. La loro testimonianza di umiltà può aiutarci a ritrovare la strada
di Lillo Alaimo di Loro

