Tre tappe, un unico filo conduttore: l’agricoltura biologica come leva concreta per lo sviluppo sostenibile dei territori. A maggio, da Canicattì a Roma fino a Guspini, il progetto “Bio-ConvItalia” porta in campo un ciclo di seminari nazionali che mettono al centro formazione, innovazione e valore sociale del bio.
Si parte l’8 maggio (ore 9,30) a Canicattì, e precisamente all’Istituto Istruzione Secondaria Superiore “Galileo Galilei” (Via Luigi Pirandello, 4), dove – come emerge dal titolo del seminario – il focus è sulla “performance eco solidale” del sistema biologico siciliano. Un approccio olistico che guarda oltre la produzione agricola, puntando su opportunità per i giovani e per le economie locali. Tra i temi chiave anche la viticoltura biologica, con un’attenzione concreta ai vantaggi ambientali e alle prospettive di mercato.
Pochi giorni dopo, l’11 maggio, il testimone passa a Roma per il seminario intitolato “L’azienda multifunzionale e il valore sociale dell’agricoltura biologico”. All’Istituto Tecnico Agrario Emilio Sereni (via Prenestina n.1395) il dibattito si sposta sull’azienda agricola multifunzionale e sul valore sociale del biologico. Non solo produzione, quindi, ma inclusione, biodiversità e servizi per la comunità. Dalla normativa nazionale alle esperienze sul campo, il messaggio è chiaro: il bio può essere un modello capace di generare valore diffuso, anche sul piano sociale. Non a caso, tra gli interventi spicca il tema dei percorsi di inclusione, a dimostrazione di un’agricoltura che non lascia indietro nessuno.
Il percorso si chiude il 21 maggio a Guspini, in Sardegna, con “L’agricoltura biologica e cura del paesaggio culturale – metodiche agronomiche, tecniche innovative e opportunità del terzo paesaggio dove lo sguardo si fa ancora più ampio: il rapporto tra agricoltura biologica e paesaggio culturale. Nel seminario che si svolgerà nella Sala Consiliare a partire dalle 9,30, entrano in gioco concetti innovativi come il “terzo paesaggio”, la gestione ecologica del verde urbano e le connessioni tra ambiente, salute e benessere. Non solo tecniche agronomiche, ma una visione integrata in cui il paesaggio diventa risorsa produttiva, terapeutica e identitaria.
In tutte e tre le tappe emerge con forza un elemento comune: il biologico non è più una nicchia, ma un sistema complesso che intreccia agricoltura, ambiente, economia e società. Il coinvolgimento diretto di produttori, tecnici, istituzioni e consumatori – previsto in ogni seminario – conferma la volontà di costruire una filiera partecipata e consapevole.
Finanziato dal Masaf, il progetto “Bio-ConvItalia” punta proprio a questo: diffondere conoscenze, creare reti e rafforzare una cultura del biologico capace di rispondere alle sfide attuali. Dalla Sicilia alla Sardegna, passando per Roma, il messaggio è uno solo: il futuro dell’agricoltura passa da modelli sostenibili, inclusivi e radicati nei territori.

